di Lucio Boldrin

Parlando in un gruppo di giovani sui fatti di violenza ed odio che la cronaca porta nelle nostre case, di droga e amori finiti, si è arrivati, tra i tanti altri discorsi, a confrontarci sulla differenza tra amare e voler bene. Non è facile dare una spiegazione poiché le due cose si possono confondere, è successo anche a me: si crede di amare una persona quando invece si prova affetto, maturato negli anni, cresciuto ma solo affetto.

In base alla mia esperienza posso affermare che tra i due sentimenti ci sia affinità ma anche un sottile abisso della cui esistenza ci accorgiamo solo grazie a quel quid, quel fatto che altri chiamano destino. Sta a noi decidere se seguirlo. L’amore è un sentimento forte, spesso temuto e tenuto alla larga limitandosi a rapporti brevi ed avventurosi: è un comportamento, questo, che non comprendo essendo io istintivo ed estremamente passionale.

La natura ci ha donato un cervello ed un cuore: l’uno rappresenta la razionalità e l’altro l’amore e la passione: io, tra cervello e cuore, ho scelto sempre il cuore, a costo di soffrire o far soffrire! Volere bene a qualcuno significa provare stima e affetto come accade nei confronti di un amico o un familiare. Quando c’è coinvolgimento, sia emotivo sia passionale, una forte attrazione e complicità, quello è amare! Non puoi non accorgertene a meno che tu non voglia! Quando sei innamorato tutto è irrazionale: si diventa un po’ folli ed è bello per questo! La passione che si prova spinge oltre ogni limite… oltre l’affetto.

A volte si ignora il proprio cuore e si imbocca la strada più facile e comoda: scegliere l’amore richiede coraggio! Io l’ho avuto e mi ha permesso di capire i miei veri sentimenti. Una vocazione vive degli stessi impeti ed errori di valutazione di un rapporto tra due persone: o ci si innamora di Cristo o il sacerdozio rischia di essere nel tempo un lavoro come un altro, dove non si vede l’ora di andare in pensione.

Tutto ciò lo possiamo ritrovare in ogni scelta che si fa nell’ALCLI: o ci si innamora dei malati e si vive con passione il tempo trascorso al loro servizio, lottando fino in fondo per le cause che l’associazione persegue da circa 30 anni con cuore e un po’ di follia, oppure si rischia di essere dei semplici opportunisti e di fare del volontariato un atto fine a se stesso. Per fortuna così non è: la recente nascita dell’“ALCLI DONNA”, gruppo di prevenzione e sostegno alle donne colpite da neoplasia mammaria, è l’ennesima dimostrazione di forza e amore di chi è al servizio del malato.

Grazie!