Il “Progetto della Casa di Accoglienza” affonda le sue radici nel lontano 2003, anno in cui il Consiglio Direttivo inizia a discutere della necessità di una sede dignitosa per l’ALCLI, all’interno della quale poter svolgere sia attività sociali sia offrire accoglienza ai malati e ai loro familiari. Nasce soprattutto dalla necessità di rispondere, in maniera adeguata, alle esigenze dei malati oncologici che necessitano di cure presso il Centro di Radioterapia dell’O.G.P. “S. Camillo De Lellis” di Rieti e il Day Hospital oncologico. Il Progetto ha avuto inizio con studi di fattibilità, preventivi, idee e proposte volte al reperimento dei tanti fondi necessari per finanziare un sogno così ambizioso durato sette anni.

La forza per portare avanti e lottare per un progetto come quello della Casa di Accoglienza è scaturita dall’amore dei malati e delle famiglie, dai gesti di persone che, seppur duramente segnate dalla malattia, hanno visto nell’associazione un punto di riferimento importante e costante e trovato nel suo operato la testimonianza concreta di un amore puro, semplice e gratuito.

È l’Ottobre del 2004: all’ALCLI arrivano le prime offerte espressamente finalizzate alla realizzazione del “Progetto Casa di Accoglienza” da parte di due famiglie molto legate all’Associazione, la Famiglia Rocca e la Famiglia Neri. Spinto da questa ferma volontà di vedere un giorno il sogno realizzato e la Casa d’Accoglienza costruita, il Consiglio Direttivo si mette in cerca della miglior soluzione da proporre all’Assemblea dei Soci.

L’identikit della Casa d’Accoglienza è una struttura flessibile, espandibile ed estremamente funzionale, facilmente accessibile ed in grado di assicurare ai suoi ospiti servizi di ogni genere in tempi di fruizione estremamente contenuti.

Il 2005 e il 2006 sono anni d’intenso lavoro: anche privati cittadini, sensibili all’operato dell’associazione, sottopongono all’attenzione del Consiglio Direttivo la possibilità d’acquisto di strutture da destinare a Casa di Accoglienza.

Dopo due anni di ricerca, alla fine del 2006, il Consiglio Direttivo delibera la costituzione di una Commissione permanente per sovrintendere a tutte le problematiche di natura legale, logistica ed ambientale, inerenti alla costruzione.

Decide, inoltre, di coinvolgere in prima persona tutte le istituzioni, inviando una lettera di richiesta ufficiale al Comune di Rieti, alla Provincia di Rieti, alla Fondazione Varrone, al Consorzio per il Nucleo Industriale e alla Diocesi di Rieti, per la concessione di un eventuale terreno edificabile.

Come spesso accaduto nella storia dell’ALCLI, proprio quando tutte le speranze e la voglia di lottare sembrano venir meno, ecco accendersi una luce.

Preso atto delle difficoltà riscontrate nelle proprie ricerche il Consiglio Direttivo si affida al Geom. Marcello Perotti, amico dell’ALCLI, che, affiancando il lavoro della Commissione costituita per la realizzazione della Casa di Accoglienza, opera per conto dell’ALCLI nel rinvenimento di soluzioni alternative.

Nel Settembre 2007 il Geom. Perotti riferisce al Consiglio Direttivo della probabile disponibilità di tre diversi terreni: il primo ubicato in prossimità del quartiere Micioccoli; il secondo posto a Campoloniano, in prossimità di Via del Terminillo, in zona 167; il terzo in prossimità dell’O.G.P. “S. Camillo De Lellis” di Rieti di proprietà di un privato.

Il 23 Ottobre 2007 può essere considerata la data della svolta: il Consiglio Direttivo dell’ALCLI si incontra con il Geom. Marcello Perotti e l’Ing. Gaetano Capparella per valutare la possibilità di far rientrare il terreno individuato nella zona di Campoloniano, all’interno di un progetto già esistente nella zona adiacente all’Ospedale, al fine di rendere applicabile quanto disposto dalla legge n. 167 del 18 Aprile 1962.

Il progetto è ritenuto fattibile e il sogno comincia a diventare realtà!

Nel Marzo 2008 è conferito all’Ing. Capparella e all’Arch. Trilli l’incarico per la realizzazione del progetto. I due professionisti offrono la propria collaborazione a titolo totalmente gratuito. Il progetto, sottoposto al Consiglio Direttivo e all’Assemblea Soci, è approvato all’unanimità.

Il 17 Aprile 2009 è stipulato l’Atto dal Notaio per l’acquisto del terreno: il Comune di Rieti fissa in € 281.440,00 il prezzo di esproprio, di cui € 48.920,00 per opere di urbanizzazione rimasti a carico del Comune come contributo all’iniziativa. L’ALCLI acquista il terreno su cui costruire per l’importo di € 232.520,00, coperto per la quasi totalità con gli introiti derivanti dal 5×1000 degli anni 2006/2007/2008.

Nei successivi tre mesi il Consiglio Direttivo, con l’ausilio tecnico dell’Arch. Mirko Rinaldi, provvede a reperire preventivi per la realizzazione dell’opera, a seguito dei quali si affida alla Società EXEDRA.

Il 16 Ottobre 2010 alle ore 15:00 è ufficialmente posta la prima pietra della Casa di Accoglienza dell’ALCLI con una cerimonia pubblica cui partecipano le principali autorità cittadine laiche e religiose, nonché tutti i volontari dell’ALCLI che in questi anni hanno fattivamente contribuito alla realizzazione di questo sogno.

Ai primi costi l’ALCLI fa fronte attraverso le offerte raccolte con le manifestazioni “Un goal dal Centro d’Italia”, la “Partita del Cuore” e la vendita delle Uova di Pasqua.

Al completamento della struttura, chiavi in mano, provvede la ditta SALTO COSTRUZIONI che, oltre ad aver presentato il preventivo più vantaggioso, è nota a tutti i membri del Consiglio Direttivo per la serietà e professionalità.

Il 19 aprile 2011: il sogno è divenuto realtà!

Il resto è storia di oggi!

24 Settembre 2011: Benvenuti nella Casa di Accoglienza per malati oncologici dell’Associazione ONLUS ALCLI “Giorgio e Silvia”.

Il totale della spesa sostenuta con offerte volontarie di privati cittadini e specifiche iniziative promosse dall'ALCLI, ammonta ad euro 1.354.073,41, così ripartito:

  • acquisto terreno 232.520,00
  • imposte, tasse ed oneri di trasferimento 12.182,32
  • c/ costruzione 1.026.124,80
  • allacci ed utenze 1.569,60
  • mobili, arredi ed accessori 80.574,59
  • attrezzature e spese di manutenzione 1.102,10

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