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Nato da un progetto congiunto tra ALCLI “Giorgio e Silvia” e Polo Universitario di Rieti “Sabina Universitas”, il “Centro Oncologico di Prevenzione e Ricerca della Provincia di Rieti” di seguito indicato con l’acronimo Ce.Ca.Re.P. (Center of Cancer Research and Prevention), entra ufficialmente in funzione nel Gennaio del 2016, a seguito della firma di una apposita convenzione.

Il Ce.Ca.Re.P. è stato istituito con lo scopo di realizzare studi epidemiologici e clinici in ambito oncologico che apportino un significativo contributo alla comunità scientifica nell’elaborazione di nuove strategie terapeutiche e che rappresentino il punto di partenza per la ASL territoriale e le associazioni di volontariato nell’organizzare campagne di prevenzione e screening specifiche per le patologie neoplastiche più diffuse nella provincia di Rieti.

Sede centrale

Unità operative

Gestione amministrativa

Il Ce.Ca.Re.P. nasce con lo scopo di:

  • realizzare sinergie con i reparti coinvolti direttamente nella prassi clinica oncologia dell’ospedale OGP San Camillo de Lellis (ASL Rieti) e con altre università e/o centri di ricerca allo scopo di sviluppare terapie innovative in ambito oncologico;
  • realizzare incontri con la popolazione al fine di divulgare tutti i risultati ottenuti dal progetto e far conoscere in che modo, le donazioni fatte all’ALCLI, siano state utilizzate;
  • realizzare percorsi formativi di prevenzione in collaborazione con le scuole nell’ambito delle campagne di screening;
  • istituire il premio tesi conferito al migliore elaborato in ambito oncologico redatto dagli studenti delle professioni sanitarie della Facoltà di Medicina ed Odontoiatria del Polo di Rieti.

 

 

Project Manager: Prof. Maurizio Sorice

Il progetto di ricerca è volto alla sintesi ed alla valutazione di nuove molecole con attività antineoplastica. In particolare, esso è articolato nei seguenti punti:

1) progettazione e sintesi di nuovi composti attivi, in particolare composti derivati 1,8-naftiridinici variamente sostituiti;

2) analisi preliminare dell’attività “citotossica” di questi composti;

3) valutazione dell’attività biologica dei composti più interessanti, al fine di studiarne il possibile meccanismo d’azione. In particolare, sarà valutato l’effetto di queste molecole studiando l’apoptosi, il potenziale di membrana mitocondriale, il ciclo cellulare e il blocco in fase mitotica e, infine, la polimerizzazione dei microtubuli;

4) realizzazione di immunoliposomi veicolanti i composti che presentano la più spiccata attività antitumorale;

5) validazione sperimentale dei composti attivi.

L’analisi comparativa dell’attività di tali molecole verso cellule neoplastiche di differente derivazione istologica consentirà, infine, di valutare i tipi di tumore in cui esse risultino più efficaci. I risultati ottenuti da questo progetto potrebbero contribuire infatti alla progettazione di una nuova classe di potenziali agenti anti-neoplastici e, quindi, allo sviluppo di composti variamente sostituiti, utili da inserire in nuove strategie terapeutiche per il controllo del cancro così come nei tumori refrattari alle terapie convenzionali. L’utilizzo di queste molecole potrebbe, inoltre, essere finalizzato a ridurre i fenomeni di resistenza ai farmaci.  Una volta identificati nuovi farmaci con potenziale attività antineoplastica, saranno sottoposti a studi preclinici di tossicologia. Gli agenti più promettenti e non dotati di eccessiva tossicità potranno essere utilizzati in successivi test clinici.

 

Project Manager: Prof. Claudio Festuccia

Il progetto di ricerca è volto allo studio di CXCR4, recettore per la chemochina SDF1 ed EphA2, recettore per le efrine 1 e 2, quali possibili target farmacologici.

In particolare, l’overespressione di EphA2 aumenta l’invasione intracranica e la ricorrenza del glioblastoma dopo terapia. Questi due fattori sono associati ad una elevata angiogenesi e vasculogenesi. Il  knockdown di EphA2 sopprime l’entrata nel ciclo cellulare ed il successivo differenziamento in cellule tumorali proliferanti delle “Glioblastoma stem cells (GSCs)”, causando diminuita autorigenerazione, riducendo l’espressione di marker di staminalità nel tumore stesso (ridotto numero di GSCs) e diminuita tumorigenicità. In parallelo il blocco del sistema Ephrin/ephrin receptor dovrebbe ridurne lo sviluppo e la ricorrenza.

Con questi esperimenti, da effettuare sia in vitro che in vivo, verrà valutata l’interferenza con l’angiogenesi/vasculogenesi, comparando il tipo di interferenza con farmaci classici antiangiogenetici utilizzati come seconda linea terapeutica per il glioblastoma e cioè il bevacizumab (anti VEGF) o il sunitinib (anti VEGFR), nonché la sinergia o l’additività farmacologica. Istologicamente e funzionalmente dovremmo anche poter seguire lo sviluppo delle cellule staminali e la loro progressione con la comparsa di una recidiva dopo trattamento (followup) che si valuterà mediante bioluminescenza e test di vitalità in condizioni croniche di trattamento in vitro.

Project Manager: Dr. Carmela Protano

L’obiettivo del progetto è quello di tracciare un profilo di rischio di esposizione a tossici e cancerogeni ambientali nei bambini di età compresa tra i cinque e gli undici anni residenti nella provincia di Rieti e, più precisamente, nell’area urbana di Rieti, in un’area rurale della provincia e nell’area industriale di Santa Rufina; i bambini coinvolti saranno quelli dei Distretti Scolastici Primari delle aree selezionate.

Tale ricerca rappresenta il seguito di uno studio i cui risultati fino ad oggi ottenuti hanno evidenziato che, nei bambini di età compresa fra cinque ed undici anni, c’è un’esposizione a inquinanti ambientali, anche potenzialmente cancerogeni, maggiore di circa 4 volte rispetto ad indagini effettuate in Italia negli anni precedenti. I principali responsabili di questa esposizione sono risultati il grado di urbanizzazione dell’area di residenza, il traffico autoveicolare e il fumo passivo di seconda e terza mano.

Nel nostro Laboratorio abbiamo sviluppato e validato un metodo che consente la determinazione contemporanea di benzene e di metil-terbutil-etere nelle urine insieme ad altre 12 sostanze indicatrici di esposizione a inquinamento urbano e al fumo passivo nei bambini. L’assunzione di benzene è risultata strettamente connessa con i comportamenti dei fumatori in ambiente domestico (fumare quando il bambino non è presente o non fumare in casa), in coerenza con il fenomeno definito “third hand smoke” emerso in questi anni, ma ancora non ben investigato; sarebbe pertanto opportuno approfondire questa linea di ricerca.

 

Project Manager: Dr. Carmela Protano

L’obiettivo del progetto è quello di studiare la diffusione del fenomeno neoplastico nella provincia di Rieti ed eseguire confronti con le altre province del Lazio. I dati utilizzati, di fonte ISTAT, saranno elaborati al fine di tracciare trends spaziali e temporali dei tumori che impattano maggiormente nel territorio reatino. Inoltre, saranno realizzate monografie su specifici tumori che coinvolgono maggiormente la popolazione della provincia di Rieti.

Al fine di sostenere ed incoraggiare giovani studenti nello studio e nell’approfondimento delle patologie oncologiche, a migliorare le conoscenze biomediche nel suddetto ambito attraverso la diffusione di aspetti interessanti ed inediti del fenomeno neoplastico, il Ce.Ca.Re.P. istituisce il Premio Tesi di Laurea ALCLI “Giorgio e Silvia” e bandisce un concorso per l’assegnazione di un premio alla migliore Tesi di Laurea in ambito oncologico sviluppata da studenti del Polo Universitario di Rieti “Sabina Universitas” iscritti presso una delle facoltà afferenti.

Di seguito il bando del concorso:

Premio Tesi di Laurea ALCLI “Giorgio e Silvia” – II Edizione

e la locandina informativa.

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