Nel 1979 il dottor Pierantonio Faraglia, primario medico della seconda divisione di Medicina, incaricò il dottor Americo Dionisi e il dottor Vincenzo Capparella di seguire le patologie oncologiche, affiancati dalla signora GiulianaTolu, infermiere professionale e successivamente coordinatrice. All’inizio, l’attività si svolgeva in locali ricavati dal soggiorno del reparto usufruendo, per i ricoveri, dei posti letto della divisione medica, per cure più complesse o controllo della tossicità. Nel 1984, presidente il dottor Serafino Pasquali, si cominciò a dotare la neonata oncologia di due stanze per i ricoveri di Day Hospital e di attrezzature importanti come la cappa per la preparazione dei farmaci, un iniettore per linfografie e altro. La scelta di svolgere l’attività oncologica presso il nostro ospedale risultò vincente: finalmente i malati e loro familiari non dovevano più subire il disagio e le spese per rivolgersi agli ospedali di Roma o Terni con conseguente aumento delle prestazioni erogate dal nostro nosocomio. Per chi ne ha memoria, la situazione era quasi insostenibile per i pochi spazi, la mancanza di riservatezza e lo scarso personale. Già nel 1985 furono arruolati 146 pazienti ed eseguite 400 polichemioterapie, 22 biopsie osteomidollari e due linfografie. Tutto fu reso possibile dalla collaborazione convinta dei medici, come la dott.ssa Nelly Morante e il dottor Eugenio Bariletti, rispettivamente direttori del Laboratorio e della Radiologia, che istituirono canali preferenziali per i pazienti in accordo con l’Amministrazione, esonerandoli dall’obbligo di recarsi presso gli uffici per prenotazioni e quant’altro, fin dal 1986. A metà degli anni 90 un evento fondamentale: l’associazione ALCLI “Giorgio e Silvia” inizia la propria collaborazione con l’oncologia reatina. Fino a quel momento, l’Associazione aveva rivolto la sua attività a sostegno del reparto di Ematologia della clinica pediatrica dell’Università la Sapienza di Roma e del Day Hospital pediatrico di Rieti. Fu uno stimolo notevole e determinante per tutti: personale, Azienda e cittadinanza tutta, che partecipò da subito e attivamente alla raccolta fondi e alle iniziative umanitarie e culturali.

E’ nel 1997 che, dopo un ampio studio di fattibilità, viene inaugurato il primo Day Hospital oncologico, direttore generale dott. Correani: tre ambienti distinti, letti, poltrone, ecografo e arredi dignitosi. Viene formalizzata la consulenza ematologica con la prof.ssa Marina Liberati dell’ Università degli Studi di Perugia, per rispondere alle esigenze dei malati reatini e dare un impulso culturale alla struttura ospedaliera che inizia a trasformarsi in un vero ed efficiente polo oncoematologico. Permane il grave problema della scarsità del personale anche per i trasferimento ad altro incarico del dottore Americo Dionisi. Nel limite delle sue possibilità interviene l’ALCLI con borse di studio destinate a medici oncologi ed ematologi, tra cui la dott.ssa Roberta Pace, la dott.ssa Mariangela Romano ed altri succedutisi nel tempo. La svolta decisiva inizia nel gennaio 2001 con l’assegnazione della dott.ssa Maria Grazia Morandi e della dott.ssa Roberta Pace in forza all’Oncologia e con la creazione di una vera struttura di Oncologia medica l’anno successivo diretta dal dott. Galbiati: finalmente studi medici, una vera sala d’aspetto, stanze per chemioterapia, arredi belli e confortevoli, maggiore rispetto della privacy. Possiamo senz’altro dire che tutta la città ha partecipato e contribuito alla realizzazione di questo progetto. Come non ricordare le centinaia d’opere d’arte donate dai vari artisti che abbelliscono l’Oncologia e la Radioterapia, il tutto a completamento ed integrazione di un importantissimo progetto, sempre messo in campo dall’ALCLI “Giorgio e Silvia”, denominato “Fiori di Campo”. Progetto di così straordinaria valenza, mirato all’umanizzazione dei reparti all’interno dell’ospedale reatino con particolare riferimento a quelli coinvolti nella prassi clinica oncologica, tanto da veder attribuito alle istituzioni sanitarie reatine importanti riconoscimenti a livello nazionale.

Inizia anche la consulenza radioterapica con il prof. Mario Santarelli che inaugurerà, nel 2004, il Reparto di Radioterapia oncologica, vanto della nostra offerta sanitaria che completa il percorso di cura delle patologie oncologiche. Sempre grazie alla disponibilità economica e culturale dell’ALCLI e all’opera della prof.ssa Marina Liberati si dà vita alla convenzione con la Scuola di Specializzazione in Oncologia dell’Università degli Studi di Perugia che ha permesso a due dottoresse di conseguire la specializzazione presso la nostra oncologia, fornendo una validissima collaborazione nell’attività clinica quotidiana, per poi rimanere a lavorare nella nostra Azienda. Il reparto ha quindi assunto nel tempo una struttura fisica dignitosa anche per l’assegnazione di altro personale medico e infermieristico, di una coordinatrice e di sei posti letto assegnati presso la rinnovata divisione di Malattie Infettive, per garantire il benessere e la sicurezza di malati fragili per definizione. Inizia un percorso importante, attraente, efficace ed efficiente: è sempre più diffuso il riconoscimento di eccellenza al di fuori dell’ambito provinciale e regionale, tanto da creare una vitale mobilità attiva, invertendo un naturale comportamento fino allora registrato, quello della fuga verso altri presidi ospedalieri. Grande impulso a questa nuova realtà, è stato anche dato dalla valente operatività presso il nostro ospedale del percorso per la diagnosi e la cura del tumore del seno denominato “G.I.C.O.”.

Tale servizio, che prevede la cooperazione di tutte le componenti specialistiche necessarie all’esame e allo studio del caso clinico, coordinato dalla cash manager Lorella Vecchi, rappresenta oggi un vero fiore all’occhiello per la sanità reatina. L’oncologia medica si è resa indipendente negli anni dalla Medicina Generale, fino alla creazione di U.O.C. con la nomina di direttore del dottor Vincenzo Capparella nel dicembre 2009. In tutti questi anni il rapporto con l’ALCLI si è intensificato per l’impegno profuso verso i malati ed i familiari con l’assistenza domiciliare, le cure palliative fornite con estrema professionalità dalla dott.ssa Patrizia Santilli e tutti i volontari, iniziate a metà degli anni novanta e tutt’ora attive, oltre al servizio di ospitalità gratuita presso la Casa di Accoglienza e il trasporto dei malati sempre rigorosamente caratterizzato dalla gratuità. Anche negli ultimi anni, con l’attuale dirigenza, l’oncologia ha fatto passi in avanti con l’assunzione di tre medici oncologi, di cui due a tempo indeterminato e con l’inaugurazione, nel settembre 2015, di una nuova ala dedicata all’oncologia medica, in aggiunta all’esistente, interamente arredata dall’ALCLI: quattro nuovi studi medici, nuova sala d’aspetto per decongestionare quella esistente e locali destinati all’accoglienza gestiti dai volontari ALCLI. E’ stato faticoso, impegnativo ma ricco di soddisfazione per tutti. Sicuramente lo è stato per l’ALCLI che ha dedicato tanti anni della sua attività all’oncologia Reatina, mettendo a disposizione notevoli risorse sia economiche (borse di studio, acquisto di attrezzature e arredi) che di impiego di tempo dei suoi Volontari. Lo è stato per il responsabile dott. Vincenzo Capparella che ugualmente ha dedicato tutta la vita professionale al malato oncologico, dirigendo il reparto in modo encomiabile.

La realizzazione del Reparto di Oncologia, analogamente a quanto avvenuto in quello di Radioterapia, ha visto l’ALCLI impegnata in un progetto di umanizzazione degli ambienti denominato “Fiori di Campo”, teso a creare un ambiente maggiormente “accogliente e caldo” per il paziente e la sua famiglia. Umanizzare un reparto dell’ospedale nel quale si consuma un’attesa spesso assai logorante per il malato ed i suoi familiari, evidentemente già duramente provati psicologicamente, può essere un importante conforto ed una terapia irrinunciabile per l’anima, da affiancare all’assistenza prettamente medica offerta dal personale medico e paramedico. L’Associazione garantisce inoltre un servizio di accoglienza all’interno del dipartimento oncologico: in particolare, i volontari forniscono tutte le informazioni agli utenti che si rivolgono al Day Hospital oncologico per le necessarie terapie e accompagnano i pazienti alle opportune sezioni del reparto stesso.