di Eleonora Angelini e Aurora Carfagna

“… E’ come se, con i loro piccoli gesti d’affetto, ti gridassero: Non essere triste, il mondo è meraviglioso. Ti spingono inevitabilmente a non mollare.
E’ proprio vero che alcuni angeli scelgono il pelo al posto delle ali. Ogni giorno, sempre di più, ne ho la conferma. Accogliere un cucciolo in casa durante un periodo difficile come quello della malattia, non solo riporta il sorriso sulle labbra di chi deve combattere ogni giorno ma ridà la vita anche all’intera famiglia devastata da cambiamenti che la malattia stessa porta inevitabilmente con se…”

Questa è la testimonianza di Marta che, conferma anni di ricerche scientifiche circa i benefici della Pet Therapy sui malati oncologici e loro famiglie. La presenza di un amico a quattro zampe, infatti, migliora il benessere emotivo di alcune persone affette da tumore, sottoposte a cure complesse con radioterapia e chemioterapia.
L’interesse crescente per le Terapie Assistite con gli Animali si può spiegare grazie alle numerose modalità, spesso reciproche, con cui l’individuo reagisce alla presenza e all’interazione con l’animale. Questo legame è stato definito come “la relazione dinamica tra le persone e gli animali in modo che gli uni influenzino lo stato psicologico e fisiologico degli altri”. Alcune specie di animali possono avere capacità di mediazione per l’uomo: pur non essendo paragonabili all’assunzione di un farmaco, inducono nell’essere umano uno stato di benessere generale e di buonumore, che a loro volta portano ad un incremento dell’attività metabolica, alla riduzione della pressione arteriosa e all’aumento delle difese immunitarie. Il legame con l’animale fa liberare l’ossitocina, ormone responsabile della felicità la cui presenza consente di essere più fiduciosi ed empatici, aumentando così le probabilità di successo del trattamento medico. La Pet Therapy, per esempio, si è dimostrata efficace nelle patologie di natura psicologica e deambulatoria: per gli anziani afflitti da disabilità e solitudine sono stati riscontrati buoni effetti sul fisico e sull’umore.
Sono tanti gli animali in grado di instaurare interazioni benefiche con l’uomo, di attirarne l’interesse e stimolarne energie positive.  Il cavallo viene considerato uno dei principali aiuti per i soggetti affetti da autismo, ma anche per la cura di disabilità fisiche, data la sua capacità di stimolare il sistema nervoso e muscolare. ll cane è particolarmente adatto in terapie per la difficoltà di socializzazione e di apprendimento, con buoni risultati anche per l’Alzheimer e la depressione; il gatto è indicato per le persone con problemi comunicativo-relazionali. Non è difficile quindi immaginare come, anche per il paziente oncologico, la Pet Therapy sia un trattamento in grado di ridurre l’ansia e lo stress legati alle invasive cure mediche.
L’utilizzo del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico è regolamentato in Italia da linee guida ministeriali, con lo scopo di definire le attività degli operatori che svolgono questo tipo di interventi, garantire agli utenti la specializzazione dei terapeuti, specificare le regole per la sicurezza di uomini e animali. Questa terapia è stata approvata ufficialmente nel 2003 e viene svolta in diverse associazioni accreditate, in alcuni reparti ospedalieri soprattutto pediatrici, dove viene inserita nel programma di riabilitazione e in molte case di riposo.
Prendersi o riprendersi cura di se significa dedicare un piccolo spazio nella bassa e alta marea della quotidianità dell’esistenza, un lasciarsi andare e far galleggiare liberamente i pensieri e le emozioni. Sicuramente un volersi bene alla ricerca di un equilibrio armonico tra mente, corpo e anima. Non è dunque solo un modo particolare per farsi curare, e non è esclusivamente legata a una patologia, ma piuttosto un efficace modo per capire quanto di positivo l’animale può trasmettere.

E allora, perchè non aiutarsi anche con un piccolo amico a 4 zampe?