di Lucio Boldrin

Mi è difficile scrivere qualcosa in questo periodo senza essere contagiato dalla pesantezza che ci circonda e che sembra paralizzare le nostre vite e le nostre città. Il “responsabile” del momento che stiamo vivendo è il “Covid19”, nemico silenzioso ed invisibile, che si palesa cambiandoti la vita e, a volte, uccidendoti. Non so quando finirà e potremo tornare ad abbracciarci. Certo, come tutte le cose che hanno un inizio e una fine, passerà ma adesso siamo in guerra!

Una guerra senza armi che non ha confini e non guarda in faccia a niente e nessuno e, come un cecchino bendato, colpisce chiunque si trovi sul proprio cammino. Certo finirà ma come ci ritroveremo?

Con le macerie causate dalla crisi economica. Dovremo trovare la forza e il coraggio di rimboccarci le maniche per costruire un nuovo domani.

“Andrà tutto bene”! In questo tempo è risuonato ovunque come un mantra. Personalmente, dopo una settimana ero già stanco di leggerlo o sentirlo. Non è vero che andrà tutto bene. Basta pensare alle migliaia di persone che stiamo perdendo a causa di questo tremendo virus

e il vuoto che lasceranno nel nostro cuore. Anche se la maggior parte fossero anziani, sono sempre persone e non gelidi numeri. Pagine di storia che scompariranno!

Le difficoltà che dovranno affrontare le piccole e grandi imprese, i negozi e tutte le attività: quanti riusciranno a ripartire? Ed il turismo? Quando sarà terminata la parte più acuta ricordiamoci che ci sarà una coda pericolosissima se non si presterà attenzione.

Altro punto interrogativo: quante famiglie si sfasceranno dopo queste settimane di “ arresti domiciliari”? Quanti dolori scopriremo di donne e bambini obbligati a stare in casa che, nel silenzio, subiscono violenze e soprusi senza poter chiedere aiuto? Temo molti! Gli stessi centri antiviolenza denunciano di non riuscire più ad avere contatti con le vittime proprio perché non possono chiamare avendo “ l’orco” sempre vicino.

“Non andrà tutto bene”. Nulla sarà più come prima. Mi auguro soltanto che tutto quello che stiamo vivendo ci dia la capacità di riflettere e capire quali sono le cose più importanti delle nostra vita, troppo spesso non considerate, se non disprezzate.

Spero si riuscirà ad apprezzare di più la vita anche nelle piccole cose e a rispettare le persone; che ci si senta tanto saturi di aver parlato per mesi solo via cellulare e con i vari social, così da riscoprire la bellezza di parlare guardandosi negli occhi e ascoltandosi.

È vero, non andrà tutto bene. Nulla sarà come prima, ma alla fine di ogni inverno c’è una nuova primavera: lo è nella natura e lo sarà nella nostra vita!

La Pasqua appena trascorsa ne è testimonianza. Dopo la morte c’è la vita. Dopo la morte c’è la Risurrezione. Non chiudete il vostro cuore e la mente alla nuova vita che sta per bussare, per un domani completamente nuovo.