Negli anni antecedenti alla realizzazione di questo grande progetto, l’ALCLI “Giorgio e Silvia” ha avuto un ruolo fondamentale, portando avanti una campagna di sensibilizzazione per rendere note, alle istituzioni e all’opinione pubblica, le enormi difficoltà quotidiane che molti malati erano costretti a sostenere per sottoporsi a cure radioterapiche in altri centri ospedalieri, stante la mancanza di un presidio ad hoc nella città di Rieti.

Dal Dicembre 2004 la Radioterapia Oncologica è divenuta una realtà anche per la nostra provincia: nata per dare una necessaria e, da lungo tempo attesa, risposta alla crescente domanda di cura delle patologie neoplastiche nel territorio, il Centro di Radioterapia dell’Ospedale Generale Provinciale “S. Camillo De Lellis” di Rieti si è da subito distinto come esempio di configurazione efficace tra progettualità e valutazione dei bisogni del cittadino e può contare oggi su tecnologie avanzate e su professionalità di elevato spessore scientifico.

Il Centro di Radioterapia di Rieti è nato con un obiettivo ben preciso: soddisfare i bisogni dei malati. Il predetto reparto è oggi classificato tra quelli in grado di erogare prestazioni di elevato livello tecnico e di fornire il massimo confort ambientale. Accanto all’aspetto tecnologico, infatti, si è cercato di curare nei minimi dettagli anche l’aspetto umano, in modo da consentire al paziente un impatto il meno traumatico possibile con un tipo di cura che richiede grande impegno sia da parte del personale specializzato che da parte del paziente e della famiglia.

L’associazione ha fornito un significativo contributo per la realizzazione del Centro attraverso la donazione di arredi vari, sofisticate apparecchiature tecnologiche come il sistema stereotassico per la cura di diverse patologie tumorali, attrezzature informatiche e la promozione del progetto di umanizzazione denominato “Fiori di campo”. Quest’ultimo, in particolare, ha consentito di migliorare in maniera significativa la qualità del rapporto ospedale-malato-familiari all’interno del reparto, in considerazione della lunga durata delle cure radioterapiche e dei legami che si creano con il Centro durante il trattamento. Infatti, accanto alle cure prettamente mediche, è necessario non trascurare l’anima del malato e dei suoi familiari; ciò è possibile attraverso la creazione di un ambiente ospedaliero maggiormente accogliente e confortevole, che possa tener conto della difficile condizione psicologica in cui versa il paziente e consentire un miglioramento della qualità della vita dello stesso e dei familiari che lo assistono. “. Infatti, numerosi studi dimostrano che l’ansia e lo stress, dovuti alla ospedalizzazione e alle lunghe attese nelle corsie dei reparti o nelle sale d’aspetto dei Day Hospital, aggravano le già precarie condizioni del malato, rendendolo più vulnerabile e meno capace di affrontare, con la necessaria forza d’animo, le terapie programmate.

In sintonia con il suddetto progetto di umanizzazione e con il sostegno dei fondi messi a disposizione dall’Alcli, sono stati realizzati vari spazi di attesa, uno per ogni tipologia di attività prevista, in modo da non creare inutili concentrazioni di pazienti che a volte si osservano nei grandi Ospedali. Anche la combinazione cromatica degli ambienti è stata curata in dettaglio e particolarmente apprezzata dagli utenti: filodiffusione e quadri di artisti reatini hanno contribuito all’umanizzazione della struttura. Ambienti adeguati sono stati messi a disposizione di tutti gli operatori che, a vario titolo, lavorano per l’Oncologia.

Viene inoltre svolto dai volontari dell’Alcli un servizio di accoglienza per chiunque, malati e/o familiari, acceda al reparto di radioterapia: vengono fornite informazioni agli utenti, accompagnati i pazienti alle opportune sezioni del reparto, nonché svolte attività di segreteria smistando le chiamate telefoniche che giungono al desk di accoglienza. Vengono inoltre servite bevande e snacks ai pazienti in attesa di accedere ai servizi. Da ultimo i volontari mettono in collegamento i diversi reparti, oncologici e non, per lo spostamento di documenti o per accompagnare i pazienti che necessitano di assistenza nei trasferimenti.