di Teresa Mazza

Il Coronavirus ha cambiato molte cose della nostra quotidianità: molti sono costretti a rimanere chiusi in casa, altri continuano a lavorare per garantire alla popolazione servizi essenziali. Fra questi ultimi, tutte le persone che lavorano in farmacia hanno moltiplicato il loro impegno per assicurare l’assistenza farmaceutica territoriale in modo capillare e affidabile. In questo cambiamento, il farmacista cerca di essere una guida sanitaria per quanti gli si rivolgono in cerca di aiuto, consigli, supporto o chiarimenti e il lavoro in farmacia si è molto modificato: si è perso il contatto umano ed è cresciuto quello empatico. Nonostante si lavori sempre in condizioni di stress e pressione, nonostante spazientirsi sia molto semplice e non si riesca a far passare il messaggio che l’unica cosa davvero utile per tutti sia stare a casa, ci si impegna affinché prevalgano la passione e la dedizione per un lavoro spesso sottovalutato, ci si prodiga affinché le rassicurazioni ed i consigli dati vengano apprezzati ed ascoltati. In farmacia il telefono squilla incessantemente: ogni giorno sono centinaia le chiamate che arrivano per richieste di mascherine, gel igienizzanti, farmaci, ma anche solo per una chiacchierata di conforto.
Purtroppo il tempo a disposizione non sempre è sufficiente ad accontentare tutti, ma quando qualcuno ci ringrazia per il lavoro svolto, o semplicemente per essere stato ascoltato, il tempo impiegato si rivela proficuo e la commozione, per una cosa quasi scontata, prende il sopravvento. Sì, perché anche noi farmacisti abbiamo bisogno di conforto; anche noi, nonostante plexiglas, mascherine e guanti ci tengano lontani dalla gente, abbiamo paura, perché non possiamo aver certezza, ogni giorno, di non essere contagiati. E spesso l’abbraccio virtuale che cerchiamo di cingere quotidianamente intorno ad ognuno dei nostri clienti vorremmo riceverlo invece che darlo.
Per venire incontro sia alle esigenze dei cittadini che non possono muoversi da casa, sia al contenimento delle occasioni di contagio, la Croce Rossa Italiana, in collaborazione con Federfarma, ha attivato il servizio di consegna dei farmaci a domicilio tramite il numero verde 800 065 510, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Possono usufruire del servizio persone con oltre 65 anni di età o non autosufficienti, soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria o febbre (temperatura superiore a 37,5°C), sottoposti alla misura della quarantena o risultati positivi al SARS-CoV-2. Tutte le operazioni di ritiro e consegna dei farmaci vengono svolte seguendo le misure di sicurezza richieste dalle specifiche circostanze. Per le persone impossibilitate a recarsi in farmacia, a causa di disabilità o malattie gravi e che non possono delegare altri soggetti, Federfarma ha attivato il numero verde 800 189 521, attivo nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 17.30, tramite il quale mette in contatto il paziente con la farmacia più vicina per la consegna gratuita dei farmaci a domicilio. In alternativa è possibile chiamare direttamente la propria farmacia di fiducia per avere tutte le informazioni riguardanti il servizio di consegna dei farmaci, che può avvenire in maniera diretta o grazie all’aiuto di preziosi volontari (Comune, Protezione Civile, Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco). Tutto questo è reso ancora più facile dalla dematerializzazione delle ricette: il medico comunica al paziente, tramite telefono, mail, SMS o altre applicazioni di messaggistica (whatsapp, telegram), il Numero di Ricetta Elettronica (NRE); il farmacista, tramite l’NRE e la tessera sanitaria dell’assistito che ha richiesto e ottenuto la prescrizione, è in grado di erogare i farmaci, senza ricetta cartacea, al diretto interessato o ad un suo delegato.
Questa fitta rete di servizi interconnessi ha lo scopo di tutelare la salute dei cittadini, così come l’attento lavoro di tutti gli operatori sanitari, dei volontari e di noi farmacisti che stiamo facendo tutto quello che è
nelle nostre possibilità: costretti ad indossare per ore fastidiosissimi dispositivi di protezione, mettiamo a disposizione la nostra professionalità e le nostre competenze, dedichiamo a ciascuno il nostro tempo per andare incontro alle esigenze di tutti, impiegando tutte le nostre forze nel lavoro che svolgiamo quotidianamente rimanendovi accanto. E alla fine ANDRÀ TUTTO BENE, ma solo se continueremo insieme ed uniti in questo percorso.
• ANDRÀ TUTTO BENE se ognuno, dal canto suo, farà un piccolo sacrificio quotidiano. Costa poco a ciascuno, è prezioso per tutti.
• ANDRÀ TUTTO BENE se usciremo meno possibile di casa, solo nei casi consentiti e solo se strettamente necessario.
• ANDRÀ TUTTO BENE se eviteremo assembramenti, mantenendo una distanza interpersonale di almeno un metro.
• ANDRÀ TUTTO BENE se laveremo accuratamente e spesso le mani con acqua e sapone.
Maggiore senso civico e poche, semplici, ma fondamentali regole ci permetteranno di tornare in breve tempo alle nostre quotidiane attività!

farmacista