di Roberto Borsi

Il volontariato è un atto di volontà liberamente e consapevolmente scelto, deciso e realizzato a favore della collettività. Si sceglie di propria spontanea volontà di assumere un impegno nei confronti di qualcuno e ciò permette di sviluppare le proprie competenze e di approfondirne di nuove; aiuta a trovare altre persone generose, altruiste e disinteressate; riempie la vita, insegna a dire “grazie” e a smettere di volere sempre di più all’infinito; ci cambia la prospettiva perché fa capire cosa conta davvero nell’esistenza e fa vivere in modo più semplice, autentico e rilassato.

Personalmente l’immagine che ho del volontario è di una persona positiva che mette a disposizione della gente bisognosa, in modo del tutto gratuito, il suo tempo, le sue risorse e le sue capacità; che tende la mano indistintamente, senza pretendere nulla in cambio, che sorride ed accoglie i problemi di persone fragili e disagiate.

È  un cavaliere bianco, senza macchia, un combattente in una società individualista e narcisistica. Mentre tutto il mondo si affanna per ottenere il benessere individuale, nel mare dell’indifferenza, per raggiungere la massima soddisfazione in tutti i campi della vita.

Ritengo che il volontario sia impegnato ad ottenere il benessere degli altri, a realizzare i sogni e le aspettative dei più “sfortunati”. Non so cosa mi spinga ad aiutare gli altri poiché le motivazioni possono essere di varia natura e cambiano da soggetto a soggetto, ma in fondo cosa conta? L’importante è comunque essere disponibili ad aiutare, perché è gratificante e da un sapore nuovo alla mia vita, contribuisce al mio equilibrio interiore, allevia un certo senso di isolamento. La mia intenzione di continuare a fare volontariato è influenzata positivamente dalla soddisfazione, dall’integrazione e dalla percezione della mia efficacia.

Sentirmi integrato in un’associazione come l’ALCLI, mi aiuta a sviluppare il senso di identità e mi fa percepire l’attività di volontariato, come parte integrante  della mia stessa personalità. Impegnarsi nel volontariato produce energia positiva per il volontario stesso, per il contesto sociale in cui vive e perché riceve l’aiuto morale necessario! È rincuorante che fare del bene produca benessere sia nel dare sia nel ricevere, indipendentemente dal tipo di motivazione alla base, poiché bisogna porre l’attenzione nell’attività pratica di chi fa volontariato, considerandola semplicemente come espressione di un orientamento pro-sociale di fondo che genera inevitabilmente appagamento.