di Eleonora Angelini e Aurora Carfagna

Per capire bene il concetto di prevenzione è necessario partire dall’etimologia della parola. Il termine latino prevenio indica tanto l’arrivare prima che un evento si manifesti, quanto la capacità di ostacolare, evitare che tale evento porti danno. Esso si focalizza su un danno possibile e probabile, o spesso già manifesto e, quindi, relativamente conosciuto, di cui si vuole impedire la riproduzione e la proliferazione.

Il concetto di “pro-muovo” che è importante far passare indica tanto un andare verso qualcosa ritenuto benefico, quanto favorirne lo sviluppo e la diffusione. L’attenzione è concentrata su un obiettivo, uno scopo, un orizzonte verso cui indirizzare un cammino, ossia un processo, un cambiamento. Nel caso della salute, essa definisce un obiettivo complessivo, ma allo stesso tempo specificato dai passi del cammino a cui dare priorità. Tali proprietà non sono costituite, in primo luogo, dalle emergenze o dai rischi incombenti, quanto piuttosto da una programmazione coordinata, finalizzata allo sviluppo di potenzialità personali e/o a un miglioramento di specifiche condizioni di vita e/o alla modificazione degli ambienti di vita quotidiana.

Partendo dal significato stesso di salute, quest’ultimo è stato definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come uno stato di completo benessere psico-fisico e sociale, caratterizzato non solo dalla sostanziale assenza di malattia significativa e/o infermità, ma riguardante la persona nella sua interezza e nei vari aspetti della sua vita (capacità di perseguire i propri obiettivi vitali per l’auto-realizzazione all’interno del contesto sociale). Il benessere comporta uno stato mentale ed emotivo che consente alle persone non solo di raggiungere, ma anche di mantenere il proprio potenziale personale nella società.

L’identificazione dei bisogni relativi alla mancanza di uno o più elementi in grado di compromettere tale benessere, è uno dei mezzi che consentono di “prepararsi” ad affrontare e gestire efficacemente il disagio conseguente ad una eventuale patologia.

Attraverso l’informazione ci si può effettivamente rendere conto dei fattori di rischio individuali ed ambientali che incidono sul nostro stato di salute. L’interazione di tali variabili, unitamente ad alcuni stili di vita comportamentali, determinano il nostro livello di ben-essere. La conoscenza consapevole di ciò che, in una qualsiasi misura, potrebbe entrare a far parte del nostro vissuto, ci fornisce una corretta stima dei problemi considerati di rilievo per l’elevata frequenza nella popolazione.

L’applicazione di orientamenti educativi e antropologico-culturali all’educazione sanitaria ha portato ad una dilatazione della prevenzione primaria, ampliandone gli interessi e i metodi nella direzione di un’educazione alla salute. L’introduzione dell’approccio promozionale ha indicato nuovi obiettivi formativi, come l’aumento delle capacità di base, l’apprendimento della gestione di informazioni utili, l’acquisizione di abilità comunicative e relazionali, la predisposizione d’interventi negli ambiti di vita.

Seguendo questa linea strategica, è intenzione dell’Associazione rendere permanente la presente rubrica, al fine di stabilire un riferimento fisso per la trattazione degli argomenti rilevanti nell’ambito della prevenzione. Con la concreta speranza che i lettori possano contribuire attivamente, proponendo i temi di cui parlare.

In un secondo tempo, L’Associazione si propone anche di progettare e realizzare una serie di incontri con le studentesse e gli studenti delle scuole superiori locali al fine di integrare, con opportuni interventi mirati, l’offerta formativa già presente in tali ambiti.