di Emilio Garofani

Era nostra buona intenzione ringraziare, anche attraverso il giornalino, il Ministro della Salute per la considerazione nei confronti dell’ALCLI. A distanza di poco più di due mesi dalla sua visita, dobbiamo però registrare un forte disagio e rammarico per una realtà molto diversa nei fatti. Come molte altre volte già accaduto in passato, Rieti è stata forse solo una meta per una piacevole e bella passeggiata domenicale del politico di turno all’approssimarsi di una tornata elettorale.

Sembrava fosse bastata una semplice lettera informativa spedita nel mese di Novembre 2013, sulla storia e operato dell’ALCLI, a suscitare l’attenzione del Ministro della Salute, Onorevole Beatrice Lorenzin, tanto da indurla, con sorprendente sollecitudine, a trascorrere qualche ora in mezzo a noi e approfondire la conoscenza della nostra azione.

Con questa premessa e senza rinnegare nulla, quella del 18 Maggio u.s. è stata, per i tanti volontari presenti, una mattinata emozionante, ricca di significato, preziosa e motivante. Ognuno per la sua insostituibile parte, si è potuto sentire orgoglioso per le belle e toccanti parole espresse dal Ministro durante il suo intervento, tenuto in modo semplice ed informale nella sala conferenze. Lo stupore e la sana incredulità del Ministro nell’apprendere ed osservare quanto di buono e di grande è stato ad oggi realizzato dall’ALCLI è emerso dalle sue parole ed è stato evidente e palpabile fin dal suo arrivo presso la nostra Casa. L’intervento di saluto e benvenuto di Santina, sempre profondo e importante nei suoi contenuti, ha visibilmente aperto il cuore del Ministro che, in modo molto esplicito e chiaro, ha esaltato l’opera del volontariato, definendolo come “una delle colonne portanti del nostro sistema paese” che andrebbe maggiormente valorizzato.

In particolare, con riferimento all’ALCLI, il Ministro ha sottolineato l’importante ruolo svolto sul territorio e come, attraverso una buona organizzazione, tanto lavoro e una sana e trasparente gestione, si possono raggiungere importanti e grandi traguardi. Il Ministro ha invitato, inoltre, le autorità intervenute, in modo particolare i vertici della ASL, presenti nelle persone del neo direttore generale Laura Figorilli e del direttore sanitario Marilina Colombo, a tenere in seria e doverosa considerazione l’attività svolta dalle associazioni di volontariato presenti sul territorio.

Il Ministro, sollecitando programmi ed azioni comuni nell’interesse generale della collettività, specialmente in  un contesto storico come quello che stiamo vivendo dove lo Stato centrale non sempre riesce a dare risposte pronte e risolutive, non ha nascosto la  preoccupazione per un sistema sanitario in grande difficoltà e, facendo specifico riferimento alla situazione della nostra provincia, dove lo stato di estrema emergenza è sembrato a Lei ben noto, ha dichiarato il suo massimo impegno e disponibilità a raccogliere istanze e suggerimenti provenienti direttamente dal territorio.

Ma… Cosa è successo da quel giorno?

Ciò che appariva una strada in discesa per la nostra sanità, si è rapidamente trasformata in una salita piena di insidie e sorprese negative!

La Regione Lazio, infatti, con una interpretazione “tutta sua” del decreto ministeriale, basandosi soltanto su delle asettiche e fredde tabelle numeriche riferite alla popolazione residente, ha deciso, nella realtà dei fatti, che il sistema sanitario reatino deve essere sacrificato a vantaggio di alcuni ospedali romani. Senza ombra di dubbio è stata la sciagurata gestione economico-amministrativa di questi ultimi ad avere contribuito in maniera determinante al dissesto del sistema sanitario della nostra Regione.

Sembra che la Regione Lazio abbia decretato una morte certa della sanità reatina!

Prima gli accorpamenti, poi Magliano Sabina e Amatrice, poi storia recente il sacrificio del laboratorio analisi per far sopravvivere il fallimentare San Filippo Neri di Roma e, ancora, una decina di primari andati in pensione e mai rimpiazzati. La tragedia sembra non avere fine e, se si continua con  una interpretazione fredda dei numeri in assenza di interventi risolutivi a riguardo, i prossimi servizi a cadere per la mancanza naturale dei prescritti requisiti numerici, saranno: Emodinamica, Radioterapia, Nefrologia e Dialisi, Geriatria, Malattie Infettive, Gastroenterologia, Bronco pneumologia e Neurologia. Inoltre avremo presto: Oncologia, Anatomia Patologica, Radiologia, Chirurgia, Ostetricia e Neonatale senza primari.

Un’ecatombe che farà del nostro San Camillo De Lellis una semplice “Casa della Salute” tanto sponsorizzata dalla Regione Lazio, guarda caso, solo per il nostro territorio, con il silenzio e la complicità dei locali rappresentanti politici. Dunque, cittadini di serie A con assistenza ospedaliera e cittadini di una categoria inferiore con assistenza prestata attraverso un oggetto ad oggi misterioso, almeno nella nostra Regione, chiamato “Casa della Salute”, con tanti auguri per tutti i futuri fruitori.

Tutto questo ci preoccupa non poco e, quindi, il silenzio non ci deve appartenere: vogliamo gridare con forza e determinazione tutto il nostro dissenso, anche all’onorevole ministro della Salute Beatrice Lorenzin, chiedendo il suo “promesso” aiuto ed immediato intervento a sostegno della sanità reatina e dell’unico presidio rimasto su un territorio complicato già di suo ma anche saccheggiato e continuamente scippato di risorse a vantaggio di altri.

Diciamo no a questa assurdità, preannunciando una mobilitazione sociale ad oltranza: tutte le forze sociali sono chiamate a contrastare con tutti i mezzi leciti questo scempio.