di Stefano Martellucci

Molte persone, soprattutto quelle interessate da problemi di vario genere alla tiroide, sapranno di certo che lo iodio ha effetti benefici sull’organismo, tanto che soggiorni al mare per persone con tali problematiche vengono considerati delle vere e proprie terapie. Va detto, però, che nulla può sostituire una dieta adeguata, mirata all’ introduzione nell’ organismo del giusto apporto di iodio alimentare. Il mare e l’inalazione naturale dello iodio fanno senz’altro bene, così come passeggiate lungo la spiaggia possono contribuire alla cura di malattie dell’apparato respiratorio quali bronchiti e sinusiti. Va ricordato, però, che lo iodio è un elemento volatile, parzialmente solubile in acqua e, come tale, evapora. Infatti, anche per coloro che vivono e lavorano nelle zone di mare, la quantità di iodio assorbita dall’organismo deve comunque essere integrata con il cibo.

Lo iodio viene regolarmente captato e rimesso in circolo da alcuni organi, quali la ghiandola tiroidea, di cui il 60-70% dei suoi ormoni, tiroxina T4 e triiodotironina T3, sono costituiti da iodio (Martinez J.H. et al., 2013), la mucosa gastrica, le ghiandole mammarie e salivari, che hanno la funzione di veri e propri depuratori. L’organismo, per poter funzionare bene, ha bisogno di assumere una certa quantità di iodio alimentare: le dosi di assunzione giornaliere raccomandate dai LARN (Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti) sono di 150 mcg e, per la donna in gravidanza, 175 mcg. Durante l’allattamento viene raccomandato un apporto giornaliero di 50 µg in più dei livelli normali per gli adulti, per compensare la quota di iodio secreta nel latte. L’apporto principale si ha con l’acqua, con gli elementi addizionati di iodio come il sale e con l’assunzione di alimenti che lo contengono: ottimi sono pesci come orate, branzini, saraghi, mitili, ottimi filtratori dell’acqua di mare, crostacei e molluschi. I pesci dei mari del nord, come la platessa, ne sono tra i più ricchi in assoluto.

La carenza di iodio, con la conseguente ipofunzione tiroidea, è una delle patologie reversibili più comuni nel mondo che, se non curata, può degenerare nell’ingrossamento del volume ghiandolare tiroideo, gozzo, e soprattutto nel deficit di sviluppo psicofisico del bambino (Bastemir M. et al., 2006): il cosiddetto cretinismo da carenza iodica è una forma di deficienza intellettiva largamente diffusa specie nei paesi con scarsa sorveglianza medico-sanitaria. Una dieta ricca di pesce, sommata, quando possibile, a lunghe passeggiate in riva al mare, in questi casi è la miglior medicina.

BIBLIOGRAFIA

Bastemir M., Emral R., Erdogan G., Gullu S. (2006). “High prevalence of thyroid dysfunction and autoimmune thyroiditis in adolescents after elimination of iodine deficiency in the Eastern Black Sea Region of Turkey”. Thyroid. 2006 Dec;16(12):1265-71.

Martinez J.H., Palermo C., Gonzalez F.F., Laboy I. (2013). “Overview of thyroid physiology: an essential for understanding familial euthyroid multinodular goiter”. Bol Asoc Med P R. 2013;105(2):68-71.

SITOGRAFIA

Ministero della salute