di Santina Proietti

Cari amici, con l’approssimarsi del Natale e sul finire dell’anno  desidero, prima di ogni altra considerazione, dire ancora una volta grazie!

Grazie a tutti i nostri malati, che attraverso la condivisione della loro sofferenza ci hanno aiutato a crescere; ai nostri meravigliosi volontari, che li assistono con amore; ai medici e agli infermieri, che ogni giorno lottano per sconfiggere la malattia ed alleviare il dolore; ai nostri soci, cittadini e benefattori, che ci sostengono con il loro contributo; alle nostre e alle vostre famiglie, che si saldano nella grande famiglia dell’ALCLI. Da tutti loro riceviamo la forza per affrontare questo delicato e difficile momento per la sanità pubblica e, più in generale, per la nostra società.

Ritengo che i tempi siano ormai maturi per reagire a questo stato di cose che rischia di rovinare e vanificare tutto il buono fatto fino ad ora da tante persone, che credono nella sanità pubblica, nel lavoro di medici e volontari, in una società fondata sull’uomo e non su denaro e profitto. Tagliare e “tirare la cinghia” sono imperativi che stanno distruggendo la nostra sanità: non si tiene più in considerazione il malato in quanto tale ma lo si ritiene una “spesa” di bilancio da ridimensionare.

In questi ultimi tempi continuiamo a sentire notizie molto preoccupanti sulle sorti di molte strutture ospedaliere e, in particolare, sul destino del nostro Ospedale. Dall’alto pensano di gestire la sanità come un qualsiasi altro settore della spesa pubblica, dimenticando che “sanità” significa una dignitosa qualità di vita che prescinda da ogni “gioco” politico ed economico. Dovremmo riflettere non solo sulle responsabilità di chi ci governa, ma anche sulle nostre responsabilità e chiederci sinceramente cosa stiamo facendo noi per cambiare questo stato di cose. Criticare e lamentarsi per l’inefficienza, le carenze e i disservizi è operazione vana e vuota se non seguita da un’azione. Non possiamo pretendere che siano sempre gli “altri” i guerrieri senza macchia e senza paura che affrontano la guerra sociale per il bene di tutti e per cambiare le cose. Ognuno deve essere protagonista di questo cambiamento anche con piccole ma importanti azioni di denuncia e protesta collettiva.

E’ davvero triste organizzare manifestazioni e cortei per la salvaguardia della nostra salute e vedere sempre gli stessi volti. Gli altri, da casa, afflitti da pessimismo o menefreghismo non partecipano sul campo ma godono degli effetti di un eventuale successo. Quando a muoversi è una folla di persone, non c’è nulla che non possa essere realizzato: la forza dirompente è nell’unione.

Vorrei che questo Natale porti serenità ma anche responsabilità e presa di coscienza: facciamo parte di una società per la quale ognuno di noi è unico e fondamentale. Un grande augurio affinché nei nostri cuori ci sia sempre la volontà di porgere una mano a chi è meno fortunato di noi.