di Francesca Ulizio

Entrare a far parte di un’associazione come l’ALCLI vuol dire mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie energie consapevoli di trovarsi ad affrontare un cammino sempre e comunque in salita, non privo di ostacoli duri da superare. L’impegno dei volontari spesso è definito altruismo, ma non è solo questo. Mi capita di dover parlare con studenti e spiegare loro che, chi presta il suo servizio a titolo gratuito, ha semplicemente preso coscienza delle carenze dei servizi e si è messo a disposizione della collettività per colmarle: questo si chiama impegno civile.

Racconto di come le associazioni costruiscano una rete di rapporti e collaborazioni per arrivare a raggiungere più velocemente obiettivi comuni.

Nell’ALCLI ogni sforzo è teso a migliorare le condizioni di vita dei pazienti e delle loro famiglie e, con- temporaneamente, a favorire la ricerca e le attività di prevenzione e diagnosi precoci delle patologie oncologiche.

Ancor di più oggi, in questo momento disastroso per la sanità pubblica, ci rendiamo conto che la maggiorazione dei costi per le cure potrebbero causare un lungo balzo indietro in termini di individuazione precoce delle neoplasie. Questo aumento di spesa denota la scarsa lungimiranza di certi interventi di revisione che non tutelano la popolazione.
Nel nostro Statuto all’articolo 4, comma 2, lett. d) è previsto che l’associazione favorisca la ricerca clinica nel campo delle malattie ematologiche e solide del bambino e dell’adulto, mediante contributi per rimborsi spese, corsi di aggiornamento al personale medico, borse di studio o altri tipi di incentivazione e, inoltre, la donazione di attrezzature ai centri specializzati nella cura e diagnosi di queste patologie.
Proprio perché la nostra è una “lotta contro” crediamo che partire all’attacco sia essenziale per arrivare un giorno a sconfiggere gran parte delle patologie oncologiche. Pertanto, oltre alle ormai nume- rose attrezzature donate a diversi reparti, nel mese di Maggio l’ALCLI, in collaborazione con la LILT e con il contributo del Rotary Club ha acquistato una serie di apparecchiature, tra cui un colonscopio di ultima generazione per il reparto di gastroenterologia. Grazie a tale donazione sarà possibile effettua- re diagnosi più accurate e potenziare programmi di screening dei tumori del colon.

La strumentazione scientifica dovrà essere affiancata da un’adeguata campagna di sensibilizzazione che coinvolga in prima linea i medici di base, le scuole e gli organi di informazione, così da raggiungere il numero più alto possibile di utenti.

È auspicabile per il futuro, abbattere i tempi di attesa per ogni prestazione sanitaria, perché il tempo può davvero fare la differenza!