di Emilio Garofani

“Nessuno ci obbliga ad essere volontari. Il volontariato non dovrà essere mai contaminato da interessi diversi da quelli dell’amore per il prossimo”.

Sento il bisogno di condividere alcune considerazioni che nascono dall’esigenza profonda, dopo vent’anni di militanza nell’ALCLI, di capire in quale direzione il mondo del volontariato debba andare, alla luce di incomprensibili comportamenti assunti da soggetti ed istituzioni operanti in questo settore, che ho sempre definito e sentito esclusivamente al servizio dell’altro.

Dopo l’ultima esperienza vissuta all’Assemblea Regionale del Volontariato, la mia tentazione sarebbe quella di “fermarmi e scendere” poiché, a mio parere, emerge la totale incapacità ad affrontare i reali problemi.

Tanti e diversi i punti all’ordine del giorno gestiti e affrontati in modo caotico senza il faro unico dei volontari: svolgere un servizio scevro da interessi personali.

Ho ascoltato con amarezza crescente discorsi ad uso e consumo di pochi, interessi specifici delle singole associazioni, le più forti,  che si rincorrevano e si confrontavano  esclusivamente sulla rivendicazione, verso le istituzioni presenti, di contributi, sovvenzioni e finanziamenti di progetti! Pretesa di affermare i propri diritti senza minimamente far riferimento ai propri doveri!

Al contrario, si sarebbe dovuto porre al centro del dibattito il riconoscimento del ruolo importante ed ormai imprescindibile del volontariato nella società civile.

In tanti anni nell’ALCLI ho maturato una diversa idea dell’essere volontario: una realtà dove si sperimenta l’appartenenza ad un mondo libero, che nulla chiede e molto dona, dimenticando i propri diritti come singoli volontari e come associazione e ponendo l’attenzione sul nostro dovere.

Fermo restando che il mondo del volontariato necessiti di regolamentazione per un agire corretto e trasparente nel sistema civile e democratico, istituzionalizzare e burocratizzare le sue attività, lo renderebbero inefficace e sterile.

Il Volontario dona se stesso e non chiede nulla se non il rispetto del proprio servizio: non risponde mai alle logiche utilitaristiche o individualiste, ma pensa al bene comune e alla collettività.

Convinti di ciò, ripariamo da qui, rispolverando le nostre vere radici, tenendo presente la nostra Costituzione che all’art. 118 sancisce: “…Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà…”

E ancora, tenendo in debito conto quanto stabilito con propria sentenza la n. 75 28/02/92, DALLA CORTE COSTITUZIONALE dove si legge:

“…Il volontariato è la più diretta realizzazione del principio di solidarietà sociale, per il quale la persona è chiamata ad agire non per calcolo utilitaristico o per imposizione di un’autorità ma per libera e spontanea espressione della profonda socialità che caratterizza la persona stessa. Si tratta di un principio che, comportando l’originaria connotazione dell’uomo uti socius, è posto dalla costituzione tra i valori fondanti dell’ordinamento giuridico, tanto da essere solennemente riconosciuto e garantito, insieme ai diritti inviolabili dell’uomo, dall’art. 2 della Carta costituzionale come base della convivenza sociale normativamente prefigurata dal Costituente…”.

Pertanto, anche in considerazione del particolare momento che ci apprestiamo a vivere, quello del Santo Natale, facciamoci un sincero augurio: riscoprire il vero senso del volontariato che, in estrema sintesi, è quello di donare senza l’aspettativa di dover ricevere.

E’ difficile: una sfida continua che richiede sacrificio, coraggio e determinazione, ma solo così sappiamo vivere il nostro servizio nel volontariato!

Con questo spirito a, voi tutti l’augurio più sincero per un sereno Natale.