di Redazione

La AUSL di Rieti riattiverà, nel 2014, il programma di screening interrotto nel mese di Luglio 2013. Il nuovo progetto, sarà coordinato dal Prof. Mario Santarelli, Primario dell’U.O.C. di radioterapia oncologica presso l’Ospedale “De Lellis”.

E’ stato costituito il Comitato di Coordinamento di cui fanno parte il settore materno infantile, la senologia, la ginecologia, la gastroenterologia e l’anatomia patologica.

L’attività di screening sarà indirizzata  alla diagnosi precoce dei tumori del collo dell’utero, della mammella e del colon retto, con un programma di inviti rivolto alla popolazione allo scopo di sottoporsi ad esami diagnostici mirati. In particolare: la mammografia per la diagnosi precoce del tumore della mammella, il  pap-test, per quanto riguarda il carcinoma del collo dell’utero, l’esame del sangue occulto nelle feci, per il carcinoma del colon retto.

Il cancro della cervice uterina, della mammella e del colon retto sono tre dei principali tumori che colpiscono la popolazione italiana. La loro storia naturale può essere modificata dagli screening; in alcuni casi infatti, si riesce  ad evitare la progressione  del tumore;  addirittura la diagnosi precoce consente  di effettuare interventi poco invasivi e non  demolitivi.

Gli screening oncologici sono dunque un complesso investimento per la salute, che si propone come risultato, di ottenere una riduzione della mortalità. Per raggiungere questo obiettivo,  si devono mettere in atto dei processi che migliorino le capacità organizzative dei sistemi sanitari, la tecnologia e le conoscenze.

Si è capito negli ultimi anni, che le misure di prevenzione non sono limitate solo alle fasi che precedono l’insorgenza della malattia, prevenzione primaria, ma possono essere applicate anche quando la malattia è già presente, prevenzione secondaria e terziaria.

Lo scopo della prevenzione secondaria è individuare il tumore in uno stadio molto iniziale in modo che sia possibile trattarlo in maniera efficace ed ottenere di conseguenza un maggior numero di guarigioni e una riduzione del tasso di mortalità. La prevenzione secondaria coincide con le misure di diagnosi precoce, quindi con gli screening nazionali di prevenzione. In genere riguarda il periodo tra l’insorgenza biologica della malattia e la manifestazione dei primi sintomi.

L’Osservatorio nazionale screening, dipendente dal Ministero, suggerisce una mammografia ogni due anni per le donne dai 50  fino a 70 anni, ma la cadenza può variare a seconda delle considerazioni del medico sulla storia personale di ogni donna (es. familiarità). La tendenza è quella di abbassare la soglia fino ai 40 anni e di prolungarla fino a 75 anni.

Per quanto riguarda invece il Pap test, il Ministero della Salute stabilisce che le donne a partire dall’inizio della vita sessuale attiva e, comunque non oltre i 25 anni, dovrebbero effettuare l’esame ogni tre anni fino  a 65  anni di età  e, offre la possibilità di farlo gratuitamente presso i consultori.

Lo screening per il colon-retto, invece  rivolto alla popolazione tra i 50 e i 74 anni.

Nell’anno 2012, il volume di attività dei programmi di screening nella Asl di Rieti è stato il seguente:

screening_asl_2014