di Giuseppe Manzo

Nella XV Giornata Nazionale del Sollievo ASL di Rieti e ALCLI confermano il loro impegno per la riduzione del dolore e l’umanizzazione del trattamento dei malati.
Una giornata per ricordare a tutti che non dobbiamo rassegnarci al dolore, che possiamo essere curati nel calore della nostra casa, che gli ambienti ospedalieri possono essere realizzati a misura d’uomo e soprattutto di bambino. Una giornata per testimoniare che è un diritto dei malati essere trattati come persone.
La Giornata del Sollievo fu istituita nel 2001, grazie all’impegno della Fondazione Gigi Ghirotti, che, assieme al Ministero della Sanità, alla Conferenza delle Regioni e Province autonome e all’ANCI, in questi ultimi anni, ha premiato con il titolo di “Città del Sollievo” quegli enti locali che hanno raggiunto gli obiettivi di aumentare le cure contro il dolore, far crescere il numero dei trattamenti domiciliari e umanizzare gli ambienti ospedalieri.
In quest’ottica, proprio un anno fa, il titolo di “Città del Sollievo” era stato conferito a Rieti, prima realtà del Lazio ad avere tale ambìto riconoscimento, perché in questa città ASL e ALCLI hanno dimostrato concretamente di credere nelle parole d’ordine che la Giornata del Sollievo promuove nel paese e in particolar nel mondo della sanità: umanità, calore, vicinanza, sostegno, tenerezza, amore, cura, ascolto e dignità del malato.
I cittadini di Rieti non possono dimenticare che nel 2012 una commissione formata dai rappresentanti delle Regioni e Province autonome e della Fondazione Nazionale, voluta dal compianto giornalista, Gigi Ghirotti, aveva premiato con la “Gerbera d’Oro” l’Unità di Radioterapia Oncologica del prof. Santarelli, dell’Ospedale San Camillo de Lellis di Rieti, per il Progetto “Fiori di campo”. Un progetto di umanizzazione nato dall’esperienza di dolore di Silvia, di 12 anni, raccontata nel suo diario che testimonia speranza, colori e amore per la vita.
Il premio venne assegnato per il forte impatto di umanizzazione dei servizi non solo per gli aspetti clinico-sanitari, ma soprattutto per gli aspetti relazionali che avevano lo scopo di alleviare la sofferenza e la percezione della malattia dei pazienti. In questo progetto erano stati rilevanti e preziosi l’impegno dell’ALCLI “ Giorgio e Silvia” e quello dell’Associazione Musikologiamo.
Infatti il premio era stato conferito anche perché, nell’ambito delle terapie del dolore, il trattamento radioterapico era accompagnato da importanti iniziative di sostegno per il paziente e per la famiglia quali: il trasferimento giornaliero gratuito abitazione-ospedale – abitazione, l’organizzazione di appuntamenti culturali, musicali e artistici, l’attivazione di gruppi di auto sostegno post terapia e in particolare la realizzazione di una Casa di Accoglienza per pazienti oncologici. Il progetto aveva privilegiato la qualità del rapporto paziente – ospedale, dando un concreto sostegno clinico e psicologico al paziente e alla famiglia.
Qualche giorno fa, prima di scrivere questo pezzo, sono tornato a visitare la Palazzina dell’ALCLI, in via del Terminillo a Rieti, e ho avuto l’occasione di scambiare qualche parola con alcuni volontari dell’Associazione. Poi sono tornato al reparto di Radioterapia Oncologica dell’Ospedale e ho parlato con il primario, il prof. Santarelli, con il personale sanitario e con alcuni pazienti. L’entusiasmo, i sorrisi, la grande voglia di dare una mano e l’umanità sono quelli di quattro anni fa quando ALCLI e quest’unità dell’Ospedale di Rieti erano state riconosciute come alcune delle eccellenze assistenziali e sanitarie del nostro paese.